L'altro giorno mi è giunta voce che dal prossimo anno probabilmente il nostro corso di laurea in educazione prfessionale nei servizi socio-sanitari sarà soppresso...tipo i treni di Trenitalia! Quindi noi che abbiamo avuto la fortuna di cominciare quest'anno potremo portare a termine il nostro percorso di studi, ma non ci saranno più matricole che potranno usufruire di questa formazione che coinvolge non solo l'ambito pedagogico e psicologico, ma anche quello medico, aprendo dunque l'educazione anche al campo sanitario. Motivo?Mancano fondi economici e si devono fare dei tagli...e quindi si taglia l'educazione. Comunicando la notizia ai miei genitori la reazione è stata: "quindi vuol dire che considerano il tuo corso di laurea di serie B?"...questa frase quasi ingenua mi ha fatto riflettere: non è il corso di laurea ad essere considerato tale, bensì l'educazione stessa!E di conseguenza anche il corso di laurea. Evidentemente le persone sono convinte che l'educare sia una perdita di tempo e che non ci sia bisogno di essere educati...è più importante occuparsi di economia e di come far girare i soldi per ottenere massimo profitto con il minimo costo piuttosto che occuparsi di se stessi, delle proprie qualità e risorse che spesso restano nascoste. é più importante laurearsi in veterinaria per fare in modo che i nostri amici animali stiano il meglio possibile(credo ci sia anche un corso di toilettatura...non ho niente contro gli animali comunque,anzi!)piuttosto che formarsi per poter svolgere l'attività di educazione terapeutica in ambito sanitario. é più importante imparare a lavorare con i numeri e progettare macchine piuttosto che imparare a lavorare con le persone, ad instaurare un rapporto ed elaborare un progetto educativi.
Non dico che queste persone abbiano idee sbagliate: giusto e sbagliato alla fine sono dei concetti relativi. Ma andate a chiedere a tutte le persone affette da malattie croniche e che hanno la fortuna di partecipare ad un progetto di educazione terapeutica se secondo loro l' educazione è inutile...a volte anche delle nozioni che possono sembrare banali possono evitare danni catastrofici. Un esempio fatto dalla prof. Bruttomesso, docente di malattie del metabolismo: i medici hanno dovuto amputare i piedi(!!!)ad un signore diabetico perchè se li era riscaldati con la borsa dell'acqua calda. Azione normale per gran parte delle persone, ma chi è diabetico non può scaldarsi i piedi mediante fonti di calore diretto, deve invece coprirli con calze di lana o una coperta. Sembra una cosa da poco,ma se non la si sa ecco gli effetti. E questo è solo uno dei tanti esempi possibili...in ambito sanitario!Poi ci sono tutti gli altri ambiti in cui un educatore può operare...
Medici e infermieri non hanno il tempo per trasmettere ai pazienti queste nozioni, altrimenti non farebbero più il loro lavoro e per il quale si sono formati!Ma nello stesso tempo è un'attività fondamentale: è per questo che sono convinta che una figura di educatore professionale sia indispensabile anche in questo campo, soprattutto se pensiamo che oggi quasi il 90% delle malattie sono croniche.
Non dico che queste persone abbiano idee sbagliate: giusto e sbagliato alla fine sono dei concetti relativi. Ma andate a chiedere a tutte le persone affette da malattie croniche e che hanno la fortuna di partecipare ad un progetto di educazione terapeutica se secondo loro l' educazione è inutile...a volte anche delle nozioni che possono sembrare banali possono evitare danni catastrofici. Un esempio fatto dalla prof. Bruttomesso, docente di malattie del metabolismo: i medici hanno dovuto amputare i piedi(!!!)ad un signore diabetico perchè se li era riscaldati con la borsa dell'acqua calda. Azione normale per gran parte delle persone, ma chi è diabetico non può scaldarsi i piedi mediante fonti di calore diretto, deve invece coprirli con calze di lana o una coperta. Sembra una cosa da poco,ma se non la si sa ecco gli effetti. E questo è solo uno dei tanti esempi possibili...in ambito sanitario!Poi ci sono tutti gli altri ambiti in cui un educatore può operare...
Medici e infermieri non hanno il tempo per trasmettere ai pazienti queste nozioni, altrimenti non farebbero più il loro lavoro e per il quale si sono formati!Ma nello stesso tempo è un'attività fondamentale: è per questo che sono convinta che una figura di educatore professionale sia indispensabile anche in questo campo, soprattutto se pensiamo che oggi quasi il 90% delle malattie sono croniche.
Ma molto spesso per noi non ci sono nè spazio nè fondi.
Paolo
RispondiEliminasi vede quanto ti sta' a cuore..ci tieni!!!! ti ammiro per questo, quando sei coinvinta di qualcosa la porti avanti con tutte le tue forze!!! certo che se a volte fossi meno testona... :)
Ciao Helena, finalmente ho la possibilità di scrivere sul tuo blog che mi ha girato Paolo e ho trovato il discorso che mi ha fatto riflettere.
RispondiEliminaIn effetti la situazione è veramente incredibile, ma se pensi che chiunque, per prime le istituzioni non fanno niente per aiutare le persone è ovvio che la cosa la intendono in secondo piano. Ora è più importante saper aggiustare un pc che aiutare una persona in crisi, si preferisce mettere la gente in casa di cura o in casa di riposo piuttosto che penare di starci dietro dopo cghe magari ha dato una vita x te.
Sinceramente condivido pienamente il tuo pensiero.
La cugina inferocita, Marta
sicuramente i fondi scarseggiano e qualcuno cerca di eliminare quello che viene definito "superfluo" evidentemente il nostro corso di laurea è stato definito cosi'..sicuramente gli interventi educativi in ambito sanitario sono utili..utili a dir poco..ti parlo da ragazza asmatica fin dall'infanzia..e l'asma è considerata malattia cronica e fortunatamente il mio pediarta ha fatto un buon lavoro per quanto riguarda l' educazione terapeutica ma molte volte i medici non hanno tempo e i progetti educativi dovrebbero essere di supporto.
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