giovedì 9 aprile 2009

Medaglia d'oro

Ho notato spesso confusione per quanto riguarda la definizone dellla figura dell'educatore e quella dell'animatore. Molti infatti considerano questi due termini sinonimi che indicano uno stesso concetto, altri invece ci tengono a sottolineare la differenza tra le due, considerando l'educatore una figura professionale, formata e competente,che "educa"e dunque "tira fuori" le risorse delle persone, mentre l'animatore come un semplice intrattenitore che è protagonista di attività di gioco e di svago.
Tra questi pareri discordanti io mi sono fatta una personale idea grazie ai tanti anni di animazione-educazione in parrocchia e questi primi mesi di frequentazione del corso di laurea in educazione professionale.
Il prof. Conte, docente di pedagogia generale, ci ha spesso ricordato che noi educatori professionali non siamo dei semplici animatori che propongono giochetti per far passare il tempo alle persone, ma dobbiamo agire mediante un progetto educativo che prevede innanzitutto l'identificazione dei bisogni educativi delle persone, per definire poi gli obiettivi pedagogici da perseguire grazie a contenuti e metodi coerenti. Sono d' accordo con l'idea che educatore e animatore siano due figure diverse, o meglio, i due lati di una stessa medaglia. Tralasciando la figura degli animatori turistici -che ritengo essere dei puri intrattenitori seppur molto preparati nel loro campo- credo infatti che anche l'animatore che opera in ambito parrocchiale/di volontariato persegua degli obiettivi educativi più o meno espliciti: l'animatore infatti è colui che scuote le persone, le loro anime e i loro pensieri, che le mobilita verso la crescita e il cambiamento. Ed è un cambiamento molto simile a quello che costituisce il fine ultimo dell'educatore: il cambiamento verso il meglio, il preferibile, l'auspicabile. Ritengo però che un buon educatore debba sapere essere anche animatore per attirare l'attenzione dell'educando, coinvolgerlo, renderlo protagonista e indirizzare il suo interesse verso l'obiettivo educativo.
In conclusione penso che se queste due facce- educatore e animatore- coesistono possono generare una medaglia d'oro, dunque vincente.
Quante volte mi sono sentita dire che un animatore della parrocchia è solamente capace di far giocare e far passare il tempo ai bambini mentre i genitori vanno a fare la spesa al sabato pomeriggio...ma credo che se queste persone venissero a qualche incontro ACR capirebbero che il nostro scopo è ben diverso e che, nel nostro piccolo, tentiamo anche noi di essere educatori! E voi che ne pensate? Non vi è mai successo nulla di simile?

3 commenti:

  1. 10 anni che faccio l'"animatore" in parrocchia...che dire...mi sento un educatore!! anche se magari non ho tutti gli strumenti, sia teorici che pratici, ho la fortuna di avere imparato sul campo!! Ed è stata una buona palestra di vita, in cui sperimentare relazione vere, quelle stesse relazioni di cui studiamo la teoria nelle lezioni di pedagogia, ma che in realtà fuori dai libri facciamo così fatica a vivere!!

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  2. Paolo88

    a volte i genitori non si rendono conto di quando sia difficile fare animazione in modo tale da arricchire i ragazzi!! mi e' capitato di trovarmi spiazzato e deluso da persone che sono convite che animare sia far giocare i ragazzi..animare cercando di trasmettere dei valori e' molto difficile e richiede grande abnegazione!!!! provare per credere...

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  3. non ti e' mai capitato di sentirti talmente delusa da dire "mollo tutto"??? se no cos e' che ti da la forza di affrontare la tua esperenza di animazione ??

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